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Questa competizione di Tui Shou mostra alcune abilità del Taiji

Il Tui Shou, letteralmente traducibile come “mani che premono” è una pratica del taiji che si svolge in coppia ed è utile a testare e allenare determinate abilità.
Sul tui shou si è scritto e detto qualsiasi cosa e ogni maestro o allievo ha sempre voluto sostenere di sapere la verità ultima. Ma, come spesso mi trovo a sostenere, sia nel Taichi che nella vita: “… l’unica verità è che non esiste una sola verità“.

Quando domandi a vari maestri cosa è il tui shou, ricevi risposte del tutto contrastanti. Ma in genere le tesi più gettonate ad ampio spettro sono due:

  1. Chi sostiene che è un esercizio collaborativo, esclusivamente utile per allenare determinati principi.
  2. Chi dice che il tui shou e una competizione e non è reale se non mette alla prova le abilità fisiche / combattive.

Questi due modelli di pensiero hanno creato una separazione tra: i “guru” del Taiji che pretendono di avere abilità eccezionali che però, guarda caso, vengono testate solo con allievi gentili o con persone palesemente collaborative; e quelli che hanno trasformato il tui shou in una mera lotta libera fatta di forza fisica.

In realtà, com’è tipico dell’arte del Taiji, anche il tui shou non è altro che un’intelaiatura, dove può essere esercitata qualsiasi cosa si decida. Per fare qualche esempio, che mostra quanto sia vasto il campo di studio, attraverso la pratica del tui shou, posso dire che questo è utile a:

  • fare un lavoro sui propri blocchi emotivi e/o fisici;
  • fare una ricerca sull’Yi (intenzione);
  • concentrarsi sul song;
  • concentrarsi sull’emanazione del Qi (energia);
  • studiare le qualità del Taiji;
  • comprendere e allenare gli 8 cancelli;
  • comprendere e allenare i principi generali posturali;
  • accorgersi di come il corpo reagisce quando riceve una forza fisica pressante e insisstente;
  • stare attenti, contemporaneamente, a tutte le cose appena enunciate;
  • ecc, ecc, ecc, ecc, ecc….

 

In ogni caso il tui shou non è una forma di combattimento (unica cosa che mi sento di escludere), dato che di fatto il combattmento ammette anche colpi e percussioni, che nel tui shou sono banditi, essendo prerogativa del san shou (combattimento libero). Ovviamente ognuno è libero di usare colpi e percussioni e chiamare la propria pratica tui shou (alla fine si tratta di semplice nomenclatura, che può essere rispettata oppure no).

Nel video che ho condiviso, in questo post, possiamo osservare un evento più unico che raro – qualcosa che mi porta ad avere profonda stima del Maestro Chen Ziqiang qui ripreso -, ovvero un insegnante che, davanti a delle telecamere, si fa mettere alla prova da un colosso (suo allievo), durante un workshop (allenamento di tui shou), nel quale la ricerca è di testare alcune abilità del Taiji in un’ottica ben lontana dall’essere collaborativa.

Un occhio disattento, o malizioso, potrebbe dire che il Maestro cinese in questione non è bravo, dato che nel video finisce a terra. Ma vorrei far notare, nuovamente, che questo Maestro, a differenza di molti altri, non solo affronta, senza paura di essere messo alla prova, un uomo enorme (ex campione di lotta libera) rispetto a lui ma, inoltre, lo fa con umiltà, in una dimensione “competitiva”, dimostrando di avere abilità tali da fargli mettere a terra il partner di allenamento in due occasioni, nonostante l’enorme differenza di stazza.

Sinceramente questa non è una scena comune nell’ambiente del Taiji, nel quale solitamente c’è un maestro che ha paura di essere messo in discussione e per questo motivo mostra i propri “poteri” esclusivamente su gente palesemente gentile e assecondante (o estremamente rigida). Io stesso sono quel tipo di persona che non ha mai messo alla prova un Maestro e nemmeno un compagno di allenamento, questo perchè la mia ricerca va in un’altra direzione (non più o non meno nobile, semplicemente diversa).

Porgo i miei omaggi a questo Maestro del video umile ed estremamente competente. Posso affermare che ha abilità elevatissime. Quindi i miei complimenti sinceri per il grande esempio di stabilità emotiva e tecnica.

© Valerio Bellone

Valerio Bellone
administrator
Ho praticato arti marziali sin da bambino, quali: Judo, Karate, Muay Thai, Kali Filipino, Silat, Close Combat. Infine ho incontrato il Taijiquan e da quel momento ho dedicato tutto me stesso alla pratica di quest'arte. Il mio percorso nel Taijiquan è iniziato con il wushu moderno, successivamente ho approfondito lo stile di Cheng Man Ching e da qualche anno studio il lignaggio della famiglia Yang e insegno forme e principi arrivati a noi attraverso Yang Shao Hou e Yang Cheng Fu. Tengo anche corsi standard e per istruttori nella città di Palermo. Puoi approfondire la mia conoscenza su questa pagina.

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